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Luca 9

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Gesù manda i dodici

I dodici vengono mandati, cinque pani sfamano migliaia di persone e Pietro Lo riconosce come il Cristo, al che Gesù dice subito che dovrà essere ucciso. Sul monte il Padre Lo chiama l'Eletto. Scendendo, guarisce un ragazzo che i discepoli non erano riusciti a guarire. Poi si dirige verso Gerusalemme.

Capitolo 9.

Gesù chiamò a sé i dodici, diede loro potere e autorità su tutti i demoni e di guarire le malattie. E li mandò a proclamare il regno del nostro Padre e a guarire i malati.

Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio: né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, e non portate due tuniche ciascuno. In qualunque casa entriate, rimanetevi e di là ripartite. Dovunque non vi accolgano, uscendo da quella città scuotete la polvere dai vostri piedi, in testimonianza contro di loro».

Così partirono e andarono di villaggio in villaggio, proclamando la buona notizia e guarendo dappertutto.

Erode il tetrarca udì tutto ciò che accadeva ed era perplesso, perché alcuni dicevano che Giovanni era risorto dai morti, altri che era apparso Elia, e altri ancora che era risorto uno degli antichi profeti. Erode disse: «Giovanni l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, di cui odo dire tali cose?». E cercava di vederlo.

Cinque pani sfamano cinquemila persone

Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto ciò che avevano fatto. Egli li prese con sé e si ritirò in disparte verso una città chiamata Betsaida. Ma le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse, parlò loro del regno del nostro Padre e guarì quanti ne avevano bisogno. Il giorno cominciava a declinare, e i Dodici gli si avvicinarono e gli dissero: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne intorno a trovare alloggio e cibo; qui siamo in un luogo deserto».

Egli disse: «Date loro voi stessi da mangiare». Essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare cibo per tutta questa gente».

C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere in gruppi di circa cinquanta».

Così fecero e li fecero sedere tutti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò lo sguardo al cielo, li benedisse e li spezzò, e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono e furono saziati; e dei pezzi loro avanzati si riempirono dodici ceste.

Chi dite che io sia?

Una volta, mentre pregava in disparte e i discepoli erano con lui, Gesù domandò loro: «Chi dice la gente che io sia?».

Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri ancora che è risorto uno degli antichi profeti».

«Ma voi, chi dite che io sia?», domandò. Pietro rispose: «Il Cristo del nostro Padre». a a v20 Quando Pietro chiama Gesù «il Cristo del nostro Padre», lo confessa come l'Unto mandato dal Padre: il Figlio distinto dal Padre che lo ha mandato.

Il Figlio dell'uomo deve soffrire

Gesù li ammonì severamente, ordinando loro di non dirlo a nessuno,

e disse: «Il Figlio dell'uomo deve soffrire molte cose, essere respinto dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, essere ucciso e il terzo giorno risorgere».

Poi diceva a tutti: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita a causa mia, la salverà. Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde o rovina se stesso? Perché chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell'uomo quando verrà nella sua gloria e nella gloria del Padre e dei santi angeli. Ma io vi dico in verità: alcuni di quelli che stanno qui non gusteranno la morte prima di aver visto il regno del nostro Padre».

Il Padre glorifica il suo Figlio

Circa otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, l'aspetto del suo volto cambiò e la sua veste divenne di un bianco sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, i quali, apparsi nella gloria, parlavano della sua dipartita, che egli stava per compiere a Gerusalemme.

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma quando furono ben desti, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bene che stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva.

Mentre parlava, venne una nube che li avvolse d'ombra; ed essi ebbero paura entrando nella nube.

E dalla nube venne una voce che diceva: «Questi è il mio Figlio, il mio Eletto; ascoltatelo!». b b v35 Alla trasfigurazione la voce stessa del Padre chiama Gesù «il mio Figlio, il mio Eletto»: lo stesso Figlio nel quale il Padre si compiace, ora rivelato nella gloria.

Quando la voce cessò, Gesù si trovò solo. Essi tacquero e in quei giorni non raccontarono a nessuno nulla di ciò che avevano visto.

Il figlio di un padre liberato dalle tenebre

Il giorno seguente, quando scesero dal monte, una gran folla gli venne incontro. Ed ecco, un uomo dalla folla gridò: «Maestro, ti prego, volgi lo sguardo su mio figlio, perché è il mio unico figlio. Uno spirito s'impossessa di lui e a un tratto egli grida; lo scuote con convulsioni fino a farlo schiumare, e a stento lo lascia, straziandolo. Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti».

Gesù rispose: «Generazione incredula e perversa, fino a quando starò con voi e vi sopporterò? Conduci qui tuo figlio».

Mentre il ragazzo si avvicinava, il demonio lo gettò a terra scuotendolo con convulsioni. Ma Gesù sgridò lo spirito immondo, guarì il ragazzo e lo rese a suo padre.

Il Figlio dell'uomo sarà consegnato

E tutti erano stupiti della grandezza del nostro Padre. Mentre tutti si meravigliavano di tutto ciò che Gesù faceva, egli disse ai suoi discepoli:

«Custodite bene nei vostri orecchi queste parole: il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».

Ma essi non comprendevano questa parola, che era loro nascosta perché non potessero afferrarla, e avevano paura di interrogarlo in proposito.

Poi sorse fra loro una discussione su chi di loro fosse il più grande. Ma Gesù, conoscendo i pensieri del loro cuore, prese un bambino, se lo pose accanto

e disse loro: «Chi accoglie questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».

Giovanni prese la parola e disse: «Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demoni nel tuo nome e abbiamo cercato di impedirglielo, perché non ti segue insieme a noi».

Ma Gesù gli disse: «Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi è per voi».

Gesù si dirige risolutamente verso Gerusalemme

Mentre si avvicinavano i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, Gesù si diresse risolutamente verso Gerusalemme. E mandò dei messaggeri davanti a sé. Essi, partiti, entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l'alloggio, ma la gente del luogo non lo accolse, perché era diretto a Gerusalemme. Vedendo ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda fuoco dal cielo a consumarli?».

Ma egli si voltò e li sgridò. E andarono in un altro villaggio.

Il prezzo di seguire Gesù

Mentre camminavano lungo la strada, qualcuno gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada».

Gesù gli disse: «Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».

A un altro disse: «Seguimi». Ma quello rispose: «Signore, permettimi prima di andare a seppellire mio padre».

Gesù gli disse: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; ma tu va' ad annunciare il regno del nostro Padre».

Un altro ancora disse: «Ti seguirò, Signore, ma permettimi prima di congedarmi da quelli di casa mia».

Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all'aratro e poi guarda indietro è adatto al regno del nostro Padre».

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