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Matteo 22

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Tutti sono i benvenuti al banchetto del Padre

Una domanda dopo l'altra viene posta come trappola — il tributo a Cesare, una donna rimasta vedova sette volte, il comandamento più grande, amare il Padre nostro con tutto — e ognuna viene ritorta contro chi la pone. Poi Gesù pone la sua, sul Signore di Davide, e nessuno osa più interrogarlo.

Capitolo 22.

Gesù parlò loro di nuovo in parabole, dicendo:

«Il regno del nostro Padre è simile a un re che preparò un banchetto di nozze per suo figlio. Mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. Di nuovo mandò altri servi, dicendo: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono stati uccisi, tutto è pronto. Venite alle nozze.” Ma essi non se ne curarono e se ne andarono, chi al suo campo, chi al suo commercio, mentre gli altri presero i suoi servi, li maltrattarono e li uccisero. Il re si adirò e mandò le sue truppe, distrusse quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “Le nozze sono pronte, ma gli invitati non ne erano degni. Andate dunque ai crocicchi delle strade e invitate alle nozze quanti troverete.” Quei servi uscirono per le strade e radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di invitati.

«Ma quando il re entrò per vedere gli invitati, notò un uomo che non indossava l'abito nuziale. Gli chiese: “Amico, come sei entrato qui senza l'abito nuziale?” Ed egli rimase senza parole. Allora il re disse ai servi: “Legategli mani e piedi e gettatelo nelle tenebre di fuori, dove sarà pianto e stridore di denti.” Poiché molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti.»

Date al nostro Padre ciò che è suo

Allora i farisei andarono e tennero consiglio per vedere come coglierlo in fallo con le sue stesse parole.

Gli mandarono i loro discepoli, insieme agli erodiani, a dire: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità; non hai riguardi per nessuno, perché non guardi in faccia alle persone. Dicci dunque: che te ne pare? È lecito pagare il tributo a Cesare, o no?»

Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, disse: «Perché mi mettete alla prova, ipocriti? Mostratemi la moneta del tributo.» Ed essi gli portarono un denaro.

Ed egli disse loro: «Di chi è questa immagine e questa iscrizione?»

Gli risposero: «Di Cesare.» Allora egli disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e al nostro Padre quello che è del nostro Padre.»

Udito ciò, si meravigliarono; e, lasciatolo, se ne andarono.

Il nostro Padre è il Dio dei viventi

Quello stesso giorno vennero da lui dei sadducei, i quali dicono che non vi è risurrezione, e gli domandarono, dicendo: «Maestro, Mosè ha detto: se uno muore senza figli, suo fratello deve sposare la vedova e suscitare una discendenza al proprio fratello. Ora, c'erano fra noi sette fratelli. Il primo si sposò, morì e, non avendo figli, lasciò la moglie a suo fratello. Così pure il secondo e il terzo, fino al settimo. Ultima di tutti, morì la donna. Alla risurrezione, dunque, di quale dei sette sarà moglie? Poiché tutti l'hanno avuta.»

Gesù rispose: «Voi sbagliate, perché non conoscete né le Scritture né la potenza del nostro Padre. Poiché alla risurrezione non si prende né si dà moglie, ma si è come angeli in cielo. Ora, quanto alla risurrezione dei morti, non avete letto ciò che il nostro Padre vi ha detto:

“Io sono il Dio di Abraamo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Egli non è Dio dei morti, ma dei viventi.»

E le folle, udito ciò, rimasero stupite del suo insegnamento.

Ama il tuo Padre con tutto ciò che hai

Ma i farisei, avendo udito che egli aveva ridotto al silenzio i sadducei, si radunarono insieme. E uno di loro, un esperto della Legge, per metterlo alla prova gli domandò: «Maestro, qual è il grande comandamento nella Legge?»

Egli gli disse: «Ama il tuo Padre con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. E il secondo è simile a esso: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti.»

Di chi è figlio il Cristo?

Ora, mentre i farisei erano radunati insieme, Gesù chiese loro: «Che ne pensate del Cristo? Di chi è figlio?» Gli risposero: «Di Davide.»

Egli chiese loro: «Come mai, dunque, Davide, mosso dallo Spirito Santo, lo chiama Signore, dicendo:

“Il nostro Padre ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici sotto i tuoi piedi”?

Se dunque Davide lo chiama Signore, come può il Cristo essere suo figlio?»

E nessuno poteva rispondergli una parola; e da quel giorno nessuno osò più interrogarlo su nulla.

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