Dona al tuo Padre, non alla folla
L'avvertimento non è contro il dare, il pregare o il digiunare, ma contro il farlo davanti a un pubblico; il Padre che vede nel segreto basta. Poi la preoccupazione stessa viene affrontata con gli uccelli, con i gigli e con un Padre che sa già ciò di cui c'è bisogno.
6 1«Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere osservati da loro; altrimenti non avrete ricompensa presso il vostro Padre che è nei cieli. 2Quando dunque fai l'elemosina ai bisognosi, non farlo annunciare a suon di tromba, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro piena ricompensa. 3Ma quando tu fai un dono ai bisognosi, non sappia la tua sinistra quel che fa la tua destra, 4affinché il tuo dono rimanga segreto; e il tuo Padre, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
Prega il tuo Padre nel segreto
5«Quando pregate, non siate come gli ipocriti, i quali amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle strade, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro piena ricompensa. 6Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, chiudi la porta e prega il tuo Padre nel segreto; e il tuo Padre, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 7Quando pregate, non sprecate parole come coloro che non conoscono il Padre, perché pensano di essere ascoltati per il gran numero delle loro parole. 8Non fate dunque come loro, perché il vostro Padre sa di quali cose avete bisogno, prima che gliele chiediate. 9Voi dunque pregate così: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; a a v9 Gesù invita i suoi discepoli a venire al nostro Padre con la stessa intimità di cui egli stesso gode: non come servi lontani, ma come figli amati dello stesso Padre. 10venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. 11Dacci oggi il nostro pane quotidiano. 12E rimettici i nostri debiti, come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori. 13E non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.” b b v13 Copie posteriori chiudono la preghiera con «Poiché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno. Amen». Queste parole non si trovano nei manoscritti più antichi; entrarono nella preghiera dal culto della chiesa primitiva, dove ancora molti amano pronunciarle.
14«Perché, se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi; 15ma se voi non perdonate agli uomini le loro colpe, neppure il vostro Padre perdonerà le vostre.
Digiuna solo per il tuo Padre
16«Quando digiunate, non abbiate un aspetto malinconico come gli ipocriti; poiché essi si sfigurano il volto per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro piena ricompensa. 17Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e làvati il viso, c c v17 Ungersi il capo era una cura quotidiana comune nella cultura di Gesù: il senso è semplicemente quello di mostrarsi nel proprio aspetto normale e curato. 18affinché non appaia agli uomini che tu digiuni, ma solo al tuo Padre, che è nascosto; e il tuo Padre, che vede ciò che è nascosto, ti ricompenserà.
Accumula tesori presso il tuo Padre
19«Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; 20ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. 21Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.
22«La lampada del corpo è l'occhio. Se dunque il tuo occhio è limpido, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce; 23ma se il tuo occhio è malvagio, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà quella tenebra!
24«Nessuno può servire due padroni: perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire il nostro Padre e il denaro.
Il tuo Padre sa di che cosa hai bisogno
25«Perciò vi dico: non angustiatevi per la vostra vita, di che cosa mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di che cosa vi vestirete. Non è forse la vita più del cibo, e il corpo più del vestito? 26Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, né raccolgono in granai; eppure il vostro Padre celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? 27E chi di voi, angustiandosi, può aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita? 28E perché angustiarvi per il vestito? Osservate come crescono i gigli della campagna: non faticano e non filano; 29eppure io vi dico che neppure Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. 30Ora se il nostro Padre riveste così l'erba della campagna, che oggi è e domani è gettata nel forno, non farà molto di più per voi, o gente di poca fede?
31«Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che cosa mangeremo?” oppure: “Che cosa berremo?” oppure: “Di che ci vestiremo?” 32Perché di tutte queste cose vanno in cerca coloro che non conoscono il Padre; ma il vostro Padre celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. 33Ma cercate prima il regno del nostro Padre e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ogni giorno il suo affanno.»