Leggi. Ricevi. Raccomanda.

♥ Recensioni

Matteo 18

Libro

Chi è il più grande nel regno del Padre?

Quando gli chiedono chi sia il più grande nel regno del Padre suo, Gesù mette un bambino in mezzo a loro. Mette in guardia dal far inciampare i piccoli, spiega come riprendere un fratello in privato e conclude con un servo, a cui è stata condonata una fortuna, che strangola un uomo per un piccolo debito.

Capitolo 18.

In quel tempo i discepoli si avvicinarono a Gesù, chiedendo: «Chi è, dunque, il più grande nel regno del nostro Padre?»

Chiamato a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro

e disse: «In verità vi dico: se non vi convertite e non diventate come i bambini, non entrerete mai nel regno del nostro Padre. Chi dunque si umilierà come questo bambino, sarà il più grande nel regno del nostro Padre. E chiunque accoglie nel mio nome un bambino come questo, accoglie me».

Far cadere i piccoli

«Ma chi fa cadere uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una pesante macina e fosse annegato nelle profondità del mare».

«Guai al mondo a causa delle cose che fanno cadere! È inevitabile che vengano, ma guai a colui per mezzo del quale vengono. Se la tua mano o il tuo piede ti fa cadere, taglialo e gettalo via. Meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno». Se il tuo occhio ti fa cadere, cavalo e gettalo via. Meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nel fuoco dell'inferno.

Il Padre cerca l'unica pecora perduta

«Guardatevi dal disprezzare uno di questi piccoli. Io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono continuamente il volto del Padre mio che è nei cieli». a a v10 I manoscritti più antichi non hanno qui un versetto 11; le copie posteriori aggiungono: «Poiché il Figlio dell'uomo è venuto a salvare ciò che era perduto».

«Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e una di esse si smarrisce, non lascerà egli le novantanove sui monti per andare in cerca di quella smarrita? E se gli riesce di ritrovarla, in verità vi dico che si rallegra per essa più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così non è volontà del Padre vostro che è nei cieli che uno solo di questi piccoli perisca.'

Quando un fratello pecca contro di te

«Se tuo fratello pecca contro di te, va' e riprendilo fra te e lui solo. Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello. Ma se non ti ascolta, prendi con te ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata dalla bocca di due o tre testimoni. Se non li ascolta, dillo alla chiesa. E se non ascolta neppure la chiesa, sia per te come un pagano o un pubblicano. In verità vi dico: tutto ciò che legherete sulla terra sarà legato nel cielo, e tutto ciò che scioglierete sulla terra sarà sciolto nel cielo. E ancora, in verità vi dico: se due di voi sulla terra si accordano per domandare una cosa qualsiasi, essa sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. Poiché dove due o tre sono radunati nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Il perdono del Padre e il nostro

Allora Pietro si avvicinò a Gesù: «Signore, quante volte devo perdonare mio fratello che pecca contro di me? Fino a sette volte?»

Gesù gli rispose: «Io ti dico, non fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Perciò il regno del nostro Padre è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Quando cominciò a fare i conti, gli fu presentato un uomo che gli doveva una fortuna. E poiché non aveva di che pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui, con sua moglie, i suoi figli e tutto quello che aveva, e che il debito fosse saldato».

Il servo allora si gettò in ginocchio davanti a lui, supplicandolo: «Abbi pazienza con me, e ti ripagherò ogni cosa». «Il signore di quel servo, mosso a compassione nel suo cuore, lo lasciò andare e gli condonò il debito».

«Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi compagni di servizio che gli doveva cento giornate di salario; lo afferrò e prese a soffocarlo dicendo: 'Ripagami ciò che mi devi!'»

Il suo compagno allora si gettò in ginocchio e lo supplicò dicendo: «Abbi pazienza con me, e ti ripagherò». Ma egli rifiutò, e andò a gettarlo in prigione, finché non avesse pagato il debito. «Gli altri suoi compagni di servizio, visto quanto era accaduto, ne furono profondamente rattristati; andarono e riferirono al loro signore tutto ciò che era successo».

Allora il suo signore lo chiamò e gli disse: «Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché mi hai supplicato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno di servizio, come io ho avuto pietà di te?» E il suo signore, adirato, lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse ripagato tutto il debito. «Così il mio Padre celeste farà anche a voi, se ognuno non perdona di cuore il proprio fratello».

Bibbia Italiana · La Bibbia del Cuore del Padre Ora in stampa: Bibbia Italiana 15% di sconto sul tuo primo ordine Scopri la Bibbia Italiana

Commenti

Un pensiero, una domanda o una parola che questo capitolo ha suscitato in te: condividila qui. Ogni commento aggiunge il tuo nome al muro dei collaboratori.

Leggere, copiare e condividere è aperto a tutti, senza bisogno di un account. Commentare, evidenziare e tenere il segno sono inclusi in un account gratuito, e ogni commento aggiunge il tuo nome al muro dei collaboratori.

Unisciti alla famiglia — è gratis →
  • Ancora nessun commento. Sii il primo ad aggiungere la tua voce.