Combatti per me, Padre mio
Di Davide.
Attaccato da uomini per i quali un tempo aveva digiunato e vestito il lutto quando erano malati, Davide chiede al Padre suo di prendere lui stesso scudo e lancia. La ferita è il tradimento: alla sua bontà hanno risposto con lo scherno appena ha vacillato.
35 1Contendi, Padre mio, con quelli che contendono con me; combatti contro quelli che combattono contro di me.
2Impugna lo scudo e il piccolo scudo, e lèvati in mio aiuto. 3Sfodera la lancia e il giavellotto contro i miei persecutori; di' all'anima mia: «Io sono la tua salvezza».
4Siano coperti di vergogna e disonore quelli che cercano la mia vita; siano respinti e umiliati quelli che tramano la mia rovina. 5Siano come pula al vento, sospinti dall'angelo del nostro Padre. 6Sia la loro via buia e sdrucciolevole, mentre l'angelo del nostro Padre li insegue.
7Poiché senza motivo hanno teso di nascosto la loro rete per me; senza motivo hanno scavato una fossa per la mia vita. 8Gli venga addosso la rovina senza che se ne accorga; lo prenda la rete che ha nascosto; in quella stessa rovina egli cada.
9Allora l'anima mia gioirà nel mio Padre; esulterà nella sua salvezza. 10Tutte le mie ossa diranno: «Padre mio, chi è simile a te, che liberi il misero da chi è più forte di lui, il misero e il bisognoso da chi lo deruba?»
11Sorgono testimoni malvagi; mi interrogano su cose che non conosco. 12Mi rendono male per bene; l'anima mia è lasciata desolata. 13Ma io, quando erano malati, indossavo la veste di lutto; umiliavo me stesso con il digiuno, e la mia preghiera tornava sul mio proprio cuore. a a v13 «La mia preghiera tornava sul mio proprio cuore» è di significato incerto; potrebbe voler dire che le preghiere di Davide erano sincere ma rimasero senza risposta. 14Andavo in giro come chi è in lutto per un amico o un fratello; ero curvo nel dolore, come chi piange sua madre. 15Ma al mio inciampare si rallegrarono e si radunarono insieme; aggressori che non conoscevo si radunarono contro di me, dilaniandomi senza sosta. 16Come empi schernitori a un banchetto, digrignavano i denti contro di me.
17Mio Signore e Padre, fino a quando starai a guardare? Libera l'anima mia dalle loro devastazioni, la mia unica vita dai leoni. 18Ti renderò grazie nella grande assemblea; in mezzo a una folla immensa ti loderò. 19Non si rallegrino di me i miei nemici bugiardi, né ammicchino con l'occhio quelli che mi odiano senza motivo. b b v19 Gesù applicò questa frase a se stesso — quelli che lo odiavano «senza motivo» — come l'odio che il mondo gli mostrò sulla via della croce (Giovanni 15:25). 20Poiché non parlano di pace, ma contro i tranquilli del paese tramano inganni. 21Spalancano la bocca contro di me; dicono: «Ah! Ah! I nostri occhi l'hanno visto!»
22Tu l'hai visto, Padre mio; non tacere. Mio Signore e Padre, non allontanarti da me. 23Dèstati e svègliati per farmi giustizia, per la mia causa, mio Signore e Padre! 24Fammi giustizia, Padre mio, secondo la tua giustizia, e non lasciare che si rallegrino di me. 25Non dicano in cuor loro: «Ah, proprio ciò che volevamo!» Non dicano: «L'abbiamo inghiottito».
26Siano coperti di vergogna e umiliati insieme quelli che si rallegrano della mia sventura; siano rivestiti di vergogna e disonore quelli che si esaltano contro di me. 27Quelli che si compiacciono della mia giustizia gridino di gioia e siano lieti; dicano sempre: «Grande è il nostro Padre, che si compiace del benessere del suo servo!»
28Allora la mia lingua parlerà della tua giustizia, della tua lode tutto il giorno.